| Gianfranco Draghi 17/03/06
Caro Daniele, ti vedo che ti allontani lentamente, e noi cerchiamo di
salutarti, ma tu non ci rispondi più, col tuo sguardo brillante,
il gesto veloce e mobile, la dizione elegante delle mani, e un sorriso
mezzo serio e mezzo faceto che stava anche all'angolo degli occhi: non
ci rispondi adesso, ma ci risponderai dal di dentro di ciascuno di noi,
quando meno ce l'aspettiamo, con un vezzo, un motto, un tocco sulle spalle,
perché noi seguitiamo ad essere così bisognosi delle tue
invenzioni. Guarda, dal tuo Guado: per me sei stato come un fratello,
trovato per caso sotto il tendone del Raccolto in Piazza Santa Croce a
Firenze, molti anni fa, quando parlavi di Antonio Porta, ti guardavo e
ci capimmo: come scoprii quel giorno e come mi piaceva, come ammiravo
il tuo modo di parlare, affabulativo e penetrante, che capovolgeva e utilizzava
i luoghi comuni e la tua riservata affabilità, poi ho conosciuto
il tuo modo semplice di essere versatile e la tua pittura zeppa delle
storie che ti arrivavano dagli occhi, e la tua larghezza di affetto, con
un bello spirito caustico, e la tua vita libera e piuttosto avventurosa
e le tue nascoste formule magiche che tiravi fuori dal tuo cappello da
prestigiatore e le sciorinavi lì come niente fosse: e poi, anche,
sei diventato il patrocinatore coraggioso come sempre del mio "Orso
europeo", e ti divertivi a fabbricare idee su questo: lì avevamo
trovato un‚opera da fare insieme e ci faceva piacere, no? Mi avevi
promesso di scrivere sul mio "Inverno", una volta in una lunga
telefonata me ne avevi parlato in modo così affascinante. Non ce
l'hai fatta, ma è come per me se tu ce l'avessi fatta, tante altre
belle parole sono sgorgate, dalle tue mani così leggere, per me.
L'altra mattina, il giorno dopo che te ne sei andato, ho preso l'auto
da solo per andare traverso la campagna a un paese qua vicino, ho pensato
a te, e mi è venuto da parlarti, e ho pianto perché qui
non ci sei più, e mi sono indignato per la tua partenza così
improvvisa e anticipata e ho gridato: "Forza, devi farcela, Daniele,
devi farcela e ce la farai, ti vogliamo bene" ed è vero che
anche noi dobbiamo farcela, e ce la faremo a trovare soluzioni per la
vita, così come tu le avresti scovate.
Come onde tanta gente ti ha lambito ed è stata lambita da te, tra
i tuoi pioppi, le erbe alte e i giunchi del Guado che amavi tanto e che
anche questo è una tua opera. Ci terrai compagnia, con le colonne
di riporto pendenti sul bel Naviglio grande, messe da te, nel silenzio
argenteo delle vibrazioni del vento proprio là dove andavi la mattina
allegro a tagliare la legna per le stufe, e da dove ci sussurrerai le
tue antiche sentenze, ancora. Grazie, Daniele.
Mariolina Trapani Koolstra 13/03/06
Ho acceso il computer. Mi piace di tanto in tanto entrare nel sito per
ammirare l'oasi di serenità che hai saputo creare intorno alla
Cascina del Guado. Rivedo te, la tua adorata famiglia, la tua dimora,
scrigno delle tue intuizioni, del frutto della tua raffinata sensibilità,
del tuo fine ingegno e di tanta memoria... e poi il giardino, le gaie
voci dei bimbi, le rose, i micetti che accarezzi delicatamente, Sugo che
gioca con un ramo, il Naviglio con la sua corrente impetuosa che tanto
ti assomiglia...
Ho acceso il computer...incredulità... dolore... eppure... adesso
sei più vivo che mai, Daniele!
Sei l'essenza di te stesso. L' Io puro, immortale.
La pace l'hai vissuta, l' hai espressa e l'hai trasmessa con la tua Arte,
con la tua cultura di immenso respiro, con il tuo entusiasmo, con il tuo
cuore sempre giovane.
Il tuo incoraggiamento, la tua generosità, il tuo amore per la
vita, in una parola, il tuo Esempio l'avrò sempre di fronte a me.
Grazie Daniele, Ciao Daniele!!!
Carissimi, vi abbraccio fortissimo tutti,
Vito Intini 12/03/06
é impossibile da qui dalla Puglia pensare che non ci sei più,
non ci crederò MAI, caro Daniele, fratello anarchico, altro che
comunista, che hai mostrato a tutti noi come si può e si deve vivere
secondo la propria natura e secondo il proprio pensiero. ho pianto davanti
al computer da solo quando ho aperto la posta e su exibart ho letto che
te ne eri andato, con la tua metafisica lambretta per altri cieli libero
dalla materia che pure ci piace e tanto. e poi ho telefonato tanto di
continuo fino a che ho sentito Daniela che mi ha risposto ma non ho capito
nulla. ritornerai ad avere lo studio con Thelonious Monk come facevi a
New York. questo mondo se ne va a cazzi suoi e c'è più gente
come dio comanda da quella che da questa parte. ciao Daniele buon amico
ti abbraccio forte al cuore. Sono orgoglioso di averti conosciuto ed amato.
Vito Intini
Antonio Oldani 12/03/06
..alla fine mi aggiungo anch'io alla lista di chi vuole esprimere il suo
dolore per la scomparsa di Daniele Oppi. Ho aspettato a farlo, perchè
l'ho saputo dal mio Sindaco, che per caso ha dato una scorsa alla pagina
dei necrologi sul "Corsera" e mi ha subito telefonato, concitato:
"Ghe' mort l'Oppi!". A mia volta ho avvisato altri sedrianesi
che come me l'avevano conosciuto- io sono uno dei vecchi "ragazzi
rossi" dei nostri paesi che 35 anni fa passavano intere serate al
Guado a discutere di come risvegliare le nostre comunità : erano
lezioni di democrazia , di ricerca storica e culturale. Il rispetto del
prossimo , la via del dialogo e del confronto civile con tutti, in un
momento in cui molti giovani prendevano altre vie, furono i nostri primi
apprendimenti "guadeschi". E poi decidemmo di progettare un
giornalino "Il Notiziario di Sedriano" che noi giovani ,con
l'aiuto di Daniele, diffondevamo nelle case discutendone con la nostra
gente e che finanziavamo di tasca nostra e che poi divenne il Giornale
del Comune...Un'esperienza straordinaria, che non dimenticheremo mai piu'.
Dopo il dolore ho pensato che forse non ci hanno avvisati perchè
si voleva riservatezza e allora ci toccava solo di andare a dire una preghiera
sulla tomba di Daniele. Poi mi è venuto in mente un messaggio,
forse verso Natale scorso, lasciatomi da Daniele sulla mia segreteria,
in cui ci invitava al Guado per tornare a fare qualcosa insieme.. Al Guado
non ci sono andato, preso da tanti altri progetti, e in questi giorni
ho provato rimorsi. Non sono sicuro che adesso Daniele, da lassu' dove
ha deciso di andare, sorprendendoci ancora una volta, ci possa ascoltare
o leggere (lui, da vecchio poeta istrione mi avrebbe detto " si',
certamente"...), ma alla fine spero proprio di si' e quindi gli mando
questo mio mail. Nel prossimo numero del Giornale Comunale di Sedriano
la copertina la dedicheremo a te, è il minimo che possiamo fare
per te Daniele ,che sei andato via assieme al tempo dei tanti sogni e
speranze per un mondo migliore, un tempo che non possiamo che rimpiangere
ogni volta che ci fermiamo un attimo a riflettere sul senso della nostra
vita. Antonio Oldani, Assessore alla Cultura del Comune di Sedriano.
Luigi Granetto
2006-03-02 12:03
Ricordo di Daniele Oppi
Ho partecipato ieri, 27 febbraio, al funerale di uno dei milanesi più
geniali di questo secolo, Daniele Oppi http://www.danieleoppi.com/. Daniele,
pittore e grande animatore culturale, da pubblicitario aveva inventato
la Lambretta (nome e marchio), la gomma del ponte Brooklyn (invenzione
mercato Italia del chewing gum lastrina, marchio, immagine, slogan e video),
la Chicco (nome, linea, marchio e strategia), l' Ago Pic Indolor (concetto,
marchio, modello) oltre a innumerevoli altri loghi famosi. Da oltre trentasei
anni viveva nel Parco del Ticino alla cascina Il Guado, affacciata sul
Naviglio Grande, dove lavorava per dare voce agli artisti e alla cultura.
Oggi ho cercato ovunque qualche organo di stampa che parlasse di lui ma
purtroppo non ho trovato nulla. Si tratta solo di distrazione o di irreversibile
decadenza? Milano come "città da bere" ha deciso di tracannarsi
la cicuta? Luigi Granetto http://www.gnomiz.com/art.htm
Sante Colombo 2006-03-03 13:53 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Non c'ero, non ero lì a salutarti e me ne rammarico. Mi rammarico
delle tante occasioni per incontrarti che ho perso, delle volte che mi
hai detto vieni a fare un giro al Guado e non l'ho fatto. Ed ora so che
è tardi ho saputo solo ieri che sei partito per la tua ultima avventura
e stavolta hai lasciato tutti indietro. Ho usato le mie lacrime. Risento
il vorticare impetuoso delle tue idee e dei progetti nei quali ho creduto:
sento intorno l'odore forte dei giorni intensi di impegno e di lavoro,
l'attesa e la frenesia degli eventi e mi stringo stretto alla fortuna
di aver potuto attingere, anche se per poco, al tuo genio e di aver goduto
della tua amicizia. Grazie Daniele, ciao.
M.C. 2006-03-04 18:04 Re: Ricordo di Daniele Oppi
abbiamo perso un uomo, abbiamo perso un genio,abbiamo perso un modo di
vedere le cose,abbiamo perso un'opportunita,ciao Daniele
giuliano zosi <mailto:giuliano.zosi@fastwebnet.it>
2006-03-07 09:38 Oppi
Oppi vive nella mia mente dal primo incontro. Pronto ad atti generosi
oramai sconosciuti nel nostro ambiente di artisti. Il saper spiegare,
dire con chiarezza la realtà delle cose, mentre si lavora per fare,
per costruire. Il vedere il mondo come una macchina da risanare, tenendo
conto della personalità di tutti , del gusto di tutti. Davvero
indimenticabile!
Giancarlo Nucci
2006-03-07 20:05 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Ho saputo in ritardo che ci hai lasciato, ma una persona come te che si
stima e si apprezza per la genialità che emana non si dimentica.
Sono anche molto rammaricato per non aver accolto per impegni il tuo invito
a venirti a trovare nel tuo rifugio creativo,per realizzare qualche progetto
insieme, ma porterò per sempre con me dei ricordi belli sulla tua
idea di arte e su come vivere l'arte.tuo amico Giancarlo
M.C.
2006-03-04 18:04 Re: Ricordo di Daniele Oppi
abbiamo perso un uomo, abbiamo perso un genio,abbiamo perso un modo di
vedere le cose,abbiamo perso un'opportunita,ciao Daniele
sante colombo
2006-03-03 13:53 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Non c'ero, non ero lì a salutarti e me ne rammarico. Mi rammarico
delle tante occasioni per incontrarti che ho perso, delle volte che mi
hai detto vieni a fare un giro al Guado e non l'ho fatto. Ed ora so che
è tardi ho saputo solo ieri che sei partito per la tua ultima avventura
e stavolta hai lasciato tutti indietro. Ho usato le mie lacrime …
Risento il vorticare impetuoso delle tue idee e dei progetti nei quali
ho creduto: sento intorno l'odore forte dei giorni intensi di impegno
e di lavoro, l'attesa e la frenesia degli eventi e mi stringo stretto
alla fortuna di aver potuto attingere, anche se per poco, al tuo genio
e di aver goduto della tua amicizia. Grazie Daniele, ciao.
Vincenzo Parisi
2006-03-03 10:37 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Te ne sei andato improvvisamente,lasciando un vuoto incolmabile e un grande
dolore in quanti ti hanno conosciuto e stimato. Con te abbiamo perduto,non
solo un amico sincero, ma anche un maestro e una solida spalla su cui
poter sempre fare affidamento. Il tuo impegno sociale,la tua nobiltà
d'animo saranno un’autentica testimonianza della tua vita esemplare,condotta
con umiltà ed altruismo. I tuoi consigli resteranno sempre impressi
nei nostri animi. Grazie,dal profondo del cuore,per tutta l'amicizia e
l'affetto dimostratici. Il tuo ricordo rimarrà sempre vivo in noi
ad illuminare il nostro cammino. Ciao vincenzoparisi
Franz della Valle
2006-03-02 16:24 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Difficile per me è ricordare Daniele. Traccio, soprattutto a mio
uso, solo alcune linee per cominciare a conoscerlo di nuovo. Cacciatore
infallibile di idee, costruttore instancabile di progetti, di uomini,
di affetti, di passioni, di curiosità, ha formato attorno a sé,
con la sua enorme attività, come fosse il più bel magico
bosco, l'humus ideale che avrebbe fatto per sempre da fertilissimo terreno
ai suoi fiori più colorati, le sue creazioni più alte. Espressioni
delicate e forti, dure e armoniose, sempre fortemente emozionanti, testimoni
eterni dell'unicità dell'Artista nel contatto con il trascendente
ma anche con l'essenza dell'immanente, con la Natura "naturale"
ma anche con quella "artificiale", insomma espressioni verissime
del contatto di Daniele con la Verità. Trasparente, sincero, generoso
al di là del possibile, con l'umiltà del grande uomo, Daniele
Oppi ha fatto della sua esistenza un prototipo eccezionale di qualità
assoluta della vita.
Maddalena
2006-03-02 14:37 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Verrò ad ascoltar di notte il correre e saltare di bimba libri,
polvere ed assi rotte. acqua fresca scorre piano fiore, musica, profumo
una palla nella tua mano. Il colore macchia il vestito una bocca di fiori
e fumo la tela segnata dal rito. Mi piace pensare che stia giocando a
palla con la bimba del Guado...chissa! Maddalena
Marco Gobbo
2006-03-02 14:10 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Insieme agli amici di Daniele Oppi voglio ricordarlo anche qui, pubblicamente.
Come tanti, ho vissuto giorni straordinari al tuo Guado: tra i tanti incontrati
sei uno dei pochi che ho eletto Maestro. Un giorno un Guru in visita al
Guado ti disse "Daniele, tu devi venire in India!" e tu replicasti
"Ma io sono già in India!". L'altro rispose: "Hai
ragione". Perchè la passione del fare e del dire, e giammai
solo del dire, come amavi ripetere, sono i soli luoghi che possiamo abitare.
Uno, tra i mille frammenti raccontati di una vita vissuta davvero, che
mi hai trasmesso e che sempre rimmarrà con me. Ciao Daniele.
Natàlia Picó
2006-03-02 12:01 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Io, che una volta ho vissuto al Guado, la casa-comuna-tempio di Daniele
Oppi, lo ricordo oggi, che mi arriva la fredda notizia della sua morte
da un altro paese, come uno degli uomini più felici della terra.
L'arte per me è solo arte se serve alla felicità, al compromesso
e alla vita. Danielle era un artista che si rivelava come tale ogni volta
che apriva la bocca, quando cucinava la pasta o quando chiaccherava a
cena. Era simpatico, eccessivo, combattente, provocativo, e la sua casa
una metafora anacronica e idealista piena di calore ed incanto. Penso
non aver vissuto mai in Italia, perchè il Guado, refugio di artisti,
intellettuali o simplemente di amici della famiglia, con la sua moglie
Franca come direttora serena e assoluta di una orchestra battagliera,
era un mondo a parte, dove si apriva la porta a tutti gatti afamati che
ci visitavano, ai qualli si offriva ogni giorno un immenso pastone. Daniele
mi disse una volta che tutti quelli che avevano vissuto al Guado, gli
avessi piaciuto o no quella esperienza, erano riusciti dopo nella vita,
si erano fatti più chiari e più forti. Non posso altro che
essere d'accordo, il Guado era una lezione di relatività, un mondo
ideale dentro di un mondo capitalista, un spazio libero dentro di una
società ipocrita, con le sue limitazioni e i suoi difetti. Mi dispiace
tanto per Franca, Checcho e Daniella, per gli altri figli di Oppi e per
tutti quelli che li amavano. Daniele, sai perfettamente che è impossibile
dimenticarti. Escusate per favore il mio italiano. Natàlia
Franz della Valle
2006-03-01 22:17 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Caro Granetto, gli organi di stampa? sono stati donati!
Luigi Granetto
2006-03-02 10:57 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Caro Franz, e pensare che i portatori erano sani. Comunque per Daniele
Oppi vale quel che diceva Montanelli: "Questo è un Paese senza
memoria, dove l’unica cosa da fare è cercare di non morire
perché chi muore (fatte salve la solita mezza dozzina di sacre
mummie: Dante Petrarca, eccetera, che nessuno legge) è morto per
sempre. E’ un Paese senza passato, il nostro, che non accumula né
ricorda nulla. Ogni generazione non solo seppellisce quella precedente,
ma la cancella"
Loris Mari
2006-03-01 16:05 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Io e Daniele abbiamo vissuto insieme tante esperienze umane e professionali
per questo, oggi, da editore, ho voluto dedicare la prima pagina del mio
giornale Città Oggi per ricordarlo nei luoghi dove ha trascorso
gli ultimi quarant'anni.
Luigi Granetto
2006-03-01 15:00 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Caro Andrea, Daniele avrebbe detto "Non dite a mia madre che faccio
il pianista in un bordello, crede che faccio il pubblicitario". la
differenza fra Jacques Sèguèla e Daniele Oppi è che
il primo ha rinunciato al giornalismo per diventare famoso con lo slogan
"La forza tranquilla" della campagna di François Mitterand;
il secondo, essendosi inventato "contro il logorio della vita moderna"
ha finito con il crederci. Probabilmente Daniele è stato veramente
più pianista che pubblicitario, più squadrato che quadrato,
più analogico che logico. Scriveva di se stesso: "io sono
come i miei quadri e i miei disegni, difficile a inquadrare, a causa di
una polifonia parcellizzata e contrappunta, dove le mie icone frammentano
e fermentano, rendendo ardua e appassionata l’intercettazione, il
motivo, la collocazione. Eppure, come hanno rivelato (anche a me stesso)
gli scritti di chi ha guardato dentro ai miei quadri, i frammenti si possono
identificare e osservare nella loro unità compiuta."
AAndrea
2006-03-01 11:51 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Da quello che scrivete era evidentemente un genio. Colpevolmente non lo
conoscevo, ma la sua generazione di pubblicitari è cresciuta silenziosamente
con in mente la bibbia di Seguela ("Non dite a mia madre che faccio
il pubblicitario, crede che sia pianista in un bordello").
Massimo Silvano Galli
2006-03-01 10:19 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Non vorrei tornare sulla ritrita questione del mercato dell'arte (o del
mercato in genere), ma se ci vogliamo interrogare seriamente sul perché
di tanto silenzio, il riferimento al mercato e alla sua capacità
di includere/escludere è determinante. Il tema del mercato è,
infatti, parte centrale nell'opera e nella vita di Daniele Oppi, giocato
fuori e dentro le sue creature con un senso estremo del post-moderno,
tanto che questo silenzio mi pare costitutivo della sua Opera. Massimo
Silvano Galli (www.msgdixit.it)
stefano pizzi
2006-02-28 19:14 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Ci ha lasciato dopo una lunga militanza culturale Daniele Oppi, eclettico
creativo, pittore visionario, instancabile organizzatore di eventi. Tra
i più geniali pubblicitari degli anni '50 e '60 e per questo insignito
dell'Ambrogino. Oppi, per alcuni sessantottini in erba fu un riferimento
primario con la comunità del Guado, un padre accogliente, un amico
generoso e comprensivo. Anche al Corriere lascia vari amici che senz'altro
piangono la sua dipartita. Proprio per questo mi domando come mai a tale
figura non sia stato dedicato manco uno sdentato coccodrillo. Grazie per
l'attenzione. stefano pizzi
Massimo Silvano Galli
2006-02-28 18:50 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Tante volte la morte è venuta a trovarci nelle nostre chiacchiere
del giorno e della notte. Daniele diceva che la tragedia della morte è
la stessa della vita. Come il bambino che nasce e urla terrorizzato, così
la morte non è che un altro grido, ma al contrario: un grido a
scemare. Per questo, diceva, non bisogna avere paura della morte. Con
lo stesso coraggio e la stessa voglia di vivere, continuamo a inventare
favole e metafore come tu ci hai insegnato. Ciao, Dani.
Giorgio Seveso
2006-02-28 16:46 Re: Ricordo di Daniele Oppi
Caro Granetto, non so che liquidi o liquori strani abbia deciso di farci
trangugiare la nostra povera Milano da bere, però... ogni giorno
di più viene voglia di partire, di lasciare questo attruppamento
di modaioli ignoranti ma sempre informatissimi, di politici ipocriti e
furbetti, di intellettuali senza amor proprio e senza coraggio! Per andare
dove? Non lo so. Forse solo per passare un po' di tempo a rinfrancarsi
in quella cascina del Guado dove era andato Daniele Oppi per lavorare
e per vivere (per lui le due cose hanno sempre coinciso). La nostra è
una città (un "clima" umano e culturale) dove non c'è
posto, neppure per un trafiletto di commiato, per artisti del tipo di
Daniele Oppi, geniale eppure utopista, raffinatissimo eppure popolare.
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