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articoli su Daniele Oppi |
| Un ricordo di
Daniele Oppi artista ex lege |
Scomparso nel
febbraio di quest'anno, Daniele Oppi va ricordato non solo come artista,
ma anche per l'intensa attività di pubblicitario nei linguaggi
di comunicazione legati all'impresa, così come per l'attività
di animatore culturale, fondatore della Cooperativa editoriale il
Raccolto. Ci soffermiamo sul percorso dell'artista, destinato a
durare nel tempo. Nacque a Milano nel 1932 trascorrendo l'infanzia a
Sondrio. Le sue prime vedute, del 1944, sono chine e tempere della Valtellina.
Nel 1948 ottiene il premio Pittura della Gioventù Studentesca
e viene recensito da Leonardo Borgese sul Corriere della Sera. Nel 1968
durante un trasferimento a New York conosce Jasper Johns, Rauschenberg
e Warhol. Nel 1969 espone in gallerie della Grande mela e di San Paolo
in Brasile ottenendo molto successo. Del suo rientro in Italia ricordiamo
alcune personali. Galleria Lo Scudo di Verona e Studio Upiglio di Milano
(1972), Grafiche a Villa Reale di Milano (1989), Spaziobocca in galleria
con dipinti esposti a New York e Segrete di Bocca (2002 e 2003). Da
ultimo, purtroppo conclusiva, una mostra in un palazzo comunale di Monza
(2000). Nel 2002 è insignito con "L'Amhrogino d'oro"
dal Comune di Milano. Sue opere sono state acquisite da musei europei
e americani oltre che da insigni collezionisti come Hans ed Esther Grether
di Basilea. Quanto alle case d'asta, II Ponte e Finarte hanno battuto
una selezione di opere di grafica e pittura. Surrealista è la
tematica delle composizioni di Oppi, oggi di grande interesse se guardiamo
ai record della pittura di Savinio e del primo De Chirico sia alle aste
italiane che straniere, composizioni che nelle campiture astratto-figurative
risentono anche della lezione dello sperimentalismo degli espressionisti
astratti. La vasta, appassionata attività di Oppi è in
un certo senso ex lege, egli non ha mai accettato i condizionamenti
di un sistema dell'arte omologato da curatori, Case d'asta, banche,
istituzioni politiche e private, collezionisti operanti nella moda e
nella pubblicità: "Con il tempo ogni torto si raddrizza",
scrisse Quasimodo. I parametri della storia dell'arte non sono condizionati
dalle scelte dell'attualità che, nel mutare degli eventi storico-culturali
e il succedersi di collezionisti delle nuove generazioni, sono inadeguate
a storicizzare quegli artisti che meglio rappresentano lo spirito di
un'epoca. |
Daniele Oppi,
l’artista-pubblicitario che inventò il nome Lambretta Creò la linea Chicco, l’ago antidolore e lo slogan della “gomma del ponte” Pittore autodidatta s’impose con una serie di mostre a New York. Le sue opere sono ora esposte nei musei di tutto il mondo. Una vita dedicata all’arte. Amico di Padre Turoldo, fu poeta, docente ed editore. di Franco Manzoni Articolo apparso il 7 marzo 2006 sul Corriere della sera |
Un uomo libero,
trasgressivo e generoso, che ha vissuto in nome dell'arte e della più
profonda umanità. Una personalità poliedrica: pittore,
pubblicitario, poeta, operatore culturale, docente, editore. Nato nel
1932 a Milano in via Carlo Tenca, Daniele Oppi iniziò a dipingere
da autodidatta a partire dal 1946. Si diplomò al classico «Parini».
Si iscrisse a Lettere antiche in Statale, mentre lavorava per l'azienda
del padre Giuseppe, un’importante tipografia. Frequentò
la prima scuola italiana di pubblicità. Si sposò nel '53
con Alda di Subinaghi: nacquero i figli David ed Elisabetta. Oppi diede
vita nel '56 alla «Dany Pubblicità». Gli piaceva
intervenire tecnologicamente sul prodotto. Per l'Innocenti inventò
il nome «Lambretta», pensando al fiume Lambro che scorreva
vicino alla fabbrica e al rumore dell'acceleratore. Creò la linea Chicco per Artsana e la tettarella antisinghiozzo, poi l'ago Pic, suggerendo l’angolo di taglio in modo che l’ago non procurasse dolore, convinse i Perfetti ad abbandonare il formato a pallina del chewing gum per passare alla lastrina, ideando «Brooklyn, la gomma del ponte». In parallelo continuò a dipingere, quasi segretamente. Nel 1962 incontrò Franca Stangherlin, il grande amore che gli diede la forza di lasciare quel mondo in cui si sentiva ingabbiato. Dopo essere stato per alcuni mesi nel convento a Sotto il Monte dall'amico poeta Turoldo, nel '69 Oppi abbandonò tutto e partì con l'adorata Franca per New York senza una lira in tasca. Riuscì a vivere solo con la pittura. Apprezzato dai massimi critici e artisti americani, ottenne un successo sotto tutti i profili con una mostra alla «Caravan House of East and West». Alla fine del '69 tornò in Italia e comprò la Cascina del Guado sul Naviglio Grande nel Parco del Ticino a Robecchetto con Induno. Qui nel '73 diede vita alla cooperativa del Guado, al servizio del decentramento della comunicazione. Ebbe da Franca due figli: Francesco e Daniela. Nel 1991 la cascina diventò anche sede de «II Raccolto», a cui aderirono artisti di tutte le discipline. Un'attività intrapresa con grinta, che adesso il figlio Francesco porterà avanti. Nel 2002 gli venne conferito l'Ambrogino d’oro dal Comune. Negli anni Daniele ha visto molte delle sue opere acquisite da musei e gallerie di tutto il mondo. Ora stava preparando un'antologica per festeggiare sessant'anni di pittura. |